Neshamà @ Rock in Chuch - Abbiamo consacrato la chiesa con la nostra musica

Ho avuto il piacere di intervistare a fine concerto anche i Neshamà e a parlare è Carlo Rogato, leader della band. Sono stati i penultimi ad esibirsi al Rock in Church dell’11 marzo 2017. Ecco le loro impressioni sulla serata live @Rock in Church.

Essere penultimi, nella scaletta di un concerto, vuol dire anche veder suonare prima altre band e quindi aspettare il proprio turno. Eravate in ansia?

<< No, niente ansia. C’era molta adrenalina.>>

Com’è stato suonare all’interno di una chiesa sconsacrata?

<< Suonare in questa chiesetta sconsacrata è stata un’esperienza incredibile e in un certo senso è come se l’avessimo consacrata noi con la nostra musica. Devi sapere che il nome della nostra band, Neshamà, deriva dalla Cabala.>>

In quale genere musicale vi riconoscete?

<< Amiamo definirci "mistic rock" anche per via dei temi affrontati nelle nostre canzoni come per esempio metafisica, esoterismo, religioni… ma non siamo solo questo, abbiamo anche influenze progressive.>>

Carlo, mi ha molto colpito vederti vestito da prete sul palco. E’ un tuo modo per essere provocatorio o esprimere una critica nei confronti della religione?

<< No, assolutamente no. Il mio intento, e quello della band, non è quello di essere blasfemi e non è nemmeno quello di fare satira. Diciamo che se fossi stato in India mi sarei vestito con la divisa tipica del loro rappresentante religioso, ma siccome siamo in Italia e il vate per antonomasia è il prete allora mi sono adeguato alla tradizione del paese in cui sono.>>

C’è della provocazione in quello che fai?

<<Forse un po’ di provocazione c’è, ma non è quello il messaggio che intendiamo lanciare. Nella nostra musica parliamo di religioni e spiritualità. Il mio vestiario nei concerti è solo rappresentanza.>>

Il pubblico in questo ambiente era molto raccolto, non vi ha messo soggezione?

<< No, anzi. La cosa bella di quest’evento è stata unire le persone in un luogo senza scopo di lucro. C’era una forte connessione tra le persone presenti e la musica. Un’iniziativa fantastica di Saba (Ndr Presidente dell’associazione LML). >>

Avete mai suonato in altri posti così particolari?

<<Sì, solo una volta. L’anno scorso abbiamo suonato su un tetto. E’ stata un’esperienza bella anche se un po’ improvvisata.>>

Progetti per il futuro?

<<Stiamo finendo le registrazioni del nostro album. Il titolo c’è ma non lo sveliamo per ora, vi anticipo solo che il disco parla di un viaggio, un dialogo tra uomo e anima. E’ un concept album.>>

Come vi siete trovati con le altre band che hanno suonato quella sera?

<< E’ sempre divertente il pre-concerto, quando si chiacchiera. Ci siamo trovati bene con tutti anche se siamo particolarmente affezionati ai Primitive Mule perché con loro si è creato un legame forte di amicizia. >>

C’è qualche aneddoto che ti piacerebbe raccontarci riguardo alla serata in cui avete suonato?

<< Noi facciamo un concerto-messa e abbiamo sperato che ci fosse un miracolo, ma non c’e’ stato. >> dice ironicamente il cantante della band Nashamà << A parte gli scherzi, diciamo che c’e’ sempre una parte di pubblico entusiasta per ciò che facciamo, una parte invece che non ci capisce e un’altra che ci guarda male>> lo sento ridere attraverso il telefono e poi torna serio << Il pubblico a volte fraintende, pensando che facciamo qualcosa di blasfemo ma in realtà noi proponiamo un’unione di tutte le religioni e filosofie. Cerchiamo di creare qualcosa di costruttivo.>>

Nelle band spesso ci sono caratteri diversi e spesso ci si scontra. Tra voi ci sono discussioni?

<< Io sono il cantante e suono la chitarra, poi c’è Tommy che suona il basso (e cori) e Steve è alla batteria. Abbiamo caratteri diversi ma siamo in armonia e abbiamo tante cose in comune. Suonare dal vivo è la dimensione che più si adatta alle nostre personalità >>

 

Per Live Music Lombardia

Priscilla Marvel